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I sistemi robotici hanno incontrato considerevoli difficoltà per quanto riguarda il loro inserimento nella vita quotidiana di categorie anche molto diverse di utenti (disabili, operatori, bambini, adolescenti, single, gruppi familiari). Le ragioni di questa contrastata assimilazione dei sistemi dotati di intelligenza artificiale da parte degli utenti sono dovute a varie motivazioni riassumibili con: insufficiente capacità di calcolo; insufficiente capacità sensoristica e motoria; insufficiente autonomia e adattabilità; insufficiente capacità di essere percepiti dagli utenti come «personalità artificiale». È possibile individuare un tipo di architettura robotica in grado di esibire quelle caratteristiche che permettono una integrazione con la comunità degli esseri umani? E’ forse necessaria una nuova intersezione tra robotica, scienze cognitive, intelligenza artificiale e neuroscienze? Negli organismi biologici, quella parte dell’attività cognitiva nota come attività intenzionale corrisponde a quelle capacità, in termini di integrazione dell’informazione, autonomia, definizione di nuovi obiettivi, interazione con altri agenti, sviluppo di aspetti intenzionali del comportamento, che – negli esseri umani e negli organismi più complessi – sono reputate necessarie e sufficienti affinché un essere intelligente sia accettato dalla comunità degli esseri umani quale «agente intenzionale».

Andrea Addis
Andrea Addis
Informatic Devices